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Cappella di Villaluce

Sul lavoro di ristrutturazione

Il nuovo aspetto della cappella privata di Villaluce è iniziato con l’ampliamento di una porzione della casa, obbligando all’abbattimento dell’abside e alla sua ricostruzione.


Si voleva dare un aspetto più unitario ed armonioso ai luoghi di preghiera, considerando che la funzione di questo spazio è riservata sia alle suore che alle giovani che l’AGBonlus, con le sue Sezioni educative, aiuta a crescere.


Rispettando gli elementi architettonici esistenti (la costruzione risale agli anni ’50) la progettazione si è sviluppata con un intervento materico/pittorico sulle superfici dell’ambiente, cercando una coerenza con la situazione esistente.


È stata evidenziata la distinzione tra il luogo assembleare e la parte del presbiterio.

 

La lavorazione materica passa così dal pavimento, coperto da uno strato di resina trasparente, alla parete absidale in bassorilievo, per proseguire oltre l’arco di pietre sul soffitto a volta, cambiando tipo di segno e diventando un cielo che si estende fino sopra le porte di ingresso.

 

All’interno di questo “paesaggio” (acqua-terra-aria), in una nuvola di rete, ispirata ad un affresco del Beato Angelico raffigurante Cristo che sale al cielo, posta al centro dell’abside, si collocano una scultura lignea del Cristo Risorto (realizzata dalla Scuola Beato Angelico di Milano), il tabernacolo (anch’esso realizzato dalla Scuola Beato Angelico), i fiori e la luce.

 

L’impianto di illuminazione è stato completamente ristudiato e ripensato per esaltare le superfici e le zone di interesse durante le celebrazioni,oltre che essere funzionale alla lettura.

 

Dell’altare originale in marmo bianco di Carrara, si è accorciato il piano tagliandone le estremità per renderlo armonico rispetto al nuovo ambiente. Sulla faccia anteriore della base è inciso il primo simbolo eucaristico (raffigurato nel pavimento in mosaico della Basilica a Tabga-Israele), che ricorda la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Sull’ambone invece è inciso il simbolo di Cristo Pantocratore (rinvenibile sia nei mosaici che nelle pitture delle absidi di chiese antiche).

 

In fondo alla cappella è stato posto il magnifico quadro raffigurante la Madonna Madre, della pittrice Edina Altara. Chi esce riceve il messaggio della maternità di Maria che accompagna il cammino.
Le porte d’ingresso, in legno, hanno delle finestrelle in vetro colorato e legato a piombo con colori vari, visibili anche fuori dalla cappella, segno della continuità che deve esserci tra quanto si vive in chiesa e fuori.

 

 

Quattordici formelle in rame smaltato, su un'unica parete, raffigurano le 14 stazioni della Via Crucis (opera della Scuola Beato Angelico di Milano). Mentre la parete dirimpetto è rotta da finestre sempre in vetro colorato e piombato, raffiguranti i simboli di alcune invocazioni
alla Madonna
, tratte dalle litanie mariane.

 

Progetto e realizzazione di Giovanna Canegallo – Milano 2007

 

 









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